Whirlpool-Indesit – Si tratta per None e Carinaro: Albacina senza speranza

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LA VERTENZA Whirlpool-Indesit si sposta sempre più lontano da Fabriano e non solo perché il vertice-fiume tra le parti di ieri pomeriggio si è tenuto a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico. Il nuovo summit capitolino, infatti, è stato tutto incentrato su eventuali soluzioni compensative per i siti di None (Piemonte) e Carinaro (Campania) annunciati in dismissione, mentre sembra ormai scontato che la proprietà americana tiri dritto sulla chiusura dello stabilimento fabrianese di Albacina (con i 600 operai trasferiti nella vicina fabbrica di Melano) e il netto depotenziamento degli uffici direzionali a marchio Indesit nella storica sede di viale Merloni con tutti i top manager in servizio nell’omologa struttura di Varese con il brand Whirlpool. In ogni caso la trattativa unica a carattere nazionale che vede Fabriano in un ruolo fin qui marginale, resta assai complicata in quanto i sindacati hanno giudicato nel complesso insufficienti le nuove proposte presentate ieri da Whirlpool, al pari del ministro Federica Guidi che ha coordinato l’incontro e riferito come «l’azienda deve fare di più». Almeno in parte è stata apprezzata dalle organizzazioni sindacali la possibilità di salvare 45 dei 90 posti di lavoro di None attraverso la cessione all’azienda esterna ‘Mole’, mentre su Carinaro Whrilpool mette sul piano tre milioni di euro per cercare altre imprese che tengano in vita il sito. Ipotesi questa considerata ancora troppo vaga e fumosa tanto da portare i sindacati a confermare in pieno l’appuntamento di protesta collettiva venerdì a Varese. Proprio nel quartier generale Whirlpool confluirà una robusta rappresentanza dei lavoratori italiani del gruppo per scioperare.

FONTE IL RESTO DEL CARLINO -Alessandro Di Marco-

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