Whirlpool offre incentivi per l’esodo volontario

indesit

FABRIANO Possibile soluzione per None, fumata nera per Carinaro e incentivi fra i 70 e i 100mila euro per l’esodo volontario. Ma i sindacati, su quest’ultimo punto, dicono di no. Ennesimo nulla di fatto, ieri pomeriggio, nell’incontro fra Whirlpool e le parti sociali, alla presenza del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, dopo oltre venti giorni di stand-by. Anche se si sono registrati timidi passi avanti. Per None, infatti, Davide Castiglioni, Ad di Whirlpool Italia, ha annunciato che la società piemontese Mole, attiva nel campo della logistica, sarebbe disponibile a riassorbire i 90 lavoratori in esubero. Si è naturalmente discusso anche della sorte degli altri stabilimenti a rischio chiusura: Albacina a Fabriano e Carinaro in Campania. Oltre che dei più di 2mila esuberi dichiarati (a Fabriano fra i 480 e i 510), compresi 200 impiegati. La multinazionale americana sarebbe pronta ad offrire maxi incentivi all’esodo: fra i 70 e i 100mila euro. Tanti i lavoratori, tute blu e colletti bianchi, che potrebbero essere allettati dalla proposta. Proprio quello che le parti sociali non vorrebbero. Secondo i rappresentanti dei sindacati di Fiom-Fim-Uilm (Maurizio Landini, Marco Bentivogli e Rocco Palombella) «occorre trovare una soluzione definitiva per evitare la desertificazione industriale, soprattutto a Caserta». Un “no” dunque alla proposta dell’azienda, che però potrebbe minare la compattezza dei lavoratori nel corso di questa lunga e difficile trattativa. Whirlpool avrebbe, inoltre, l’intenzione di portare nello stabilimento di Napoli una nuova piattaforma per il lavaggio che darebbe lavoro a 100 persone in più. Mentre ha ribadito che sono allo studio due ipotesi per la reindustrializzazione, affidata a soggetti esterni, del sito di Carinaro. Per questo progetto l’azienda stanzierebbe circa 3 milioni. I sindacati però hanno giudicato questo percorso non credibile e chiedono il coinvolgimento diretto dell’azienda nelle attività. Secondo il Ministro Guidi «si sono registrati piccoli passi avanti ma non sufficienti. Così non va bene, l’azienda deve fare di più». Per Fabriano sembra scontata la chiusura di Albacina, mentre per gli esuberi non resta che gli incentivi all’esodo. Oltre ai 150 milioni di investimenti promessi e al mantenimento della sede ex Indesit, anche se con un corposo dimagrimento in termini di impiegati. «Incontro inconcludente e siamo certi che non ci saranno divisioni fra i lavoratori», il coro unanime dei sindacalisti che hanno quindi confermato lo sciopero generale di otto ore di domani, con manifestazione davanti alla sede di Comerio della Whirlpool.

FONTE IL MESSAGGERO Claudio Curti  © RIPRODUZIONE RISERVATA 

Precedente Altidona, grave incidente sull'Adriatica Ferito un carabiniere, portato a Torrette Successivo Ascoli, i soldati del Reggimento Piceno a lezione di arti marziali ​per le missioni