Whirlpool, torna il dialogo con i sindacati «Esamineremo tutte le soluzioni»

riunione roma
– FABRIANO – Ieri summit romano, gli americani: «Niente licenziamenti fino al 2018»
 LA TRATTATIVA riparte, il tavolo del dialogo viene ricomposto, i sindacati si convincono a tornare a confrontarsi con l’azienda, ma di qui a pensare che si possa arrivare agevolmente ad un’intesa ce ne corre eccome. Perché se è vero che la mediazione del ministro Federica Guidi è servita per dare il via ad una vera contrattazione con Whirlpool sul piano industriale 2015-2018 caratterizzato dai 1.350 esuberi dei lavoratori a marchio Indesit, è altrettanto evidente che le parti restano ampiamente distanti. Si annuncia, insomma, una negoziazione più che mai spigolosa a cominciare dal nuovo summit di domani mattina sempre a Roma, primo di un trittico di altre date già calendarizzate per il 5 e l’8 maggio. Questo ha detto il vertice di ieri mattina in Ministero surriscaldato dalla presenza sotto la sede di 700 lavoratori Indesit del sito casertano di Carinaro annunciato in chiusura, mentre in contemporanea in tutti gli stabilimenti fabrianesi, operai e impiegati sono usciti per due ore dai rispettivi posti di lavoro, compresa Albacina ugualmente destinata alla dismissione. «Ritirate il piano e soprattutto annullate quelle chiusure», la richiesta forte e chiara delle parti sociali. Più o meno, sebbene con toni meno diretti, la stessa proposta inoltrata dal ministro Guidi per sollecitare modifiche. In una nota la risposta ufficiale di Whirlpool, «disponibile ad esplorare tutte le soluzioni e gli strumenti per minimizzare l’impatto sociale del progetto», che, appunto, non significa, però, cambiare il progetto e tornare indietro sulle chiusure. Nero su bianco, invece, all’interno della stessa nota c’è la rassicurazione della holding statunitense che rispetterà il cosiddetto scudo salva-lavoratori, ovvero il documento firmato dalla precedente proprietà di Indesit che prevede licenziamenti bloccati fino a tutto il 2018. Fin qui le dichiarazioni ufficiali, anche se chi era presente al summit riferisce di una sorta di prove tecniche di intesa verbale perché, su richiesta dell’azienda, la trattativa non vada oltre i sei mesi. Insomma, ce n’è abbastanza per pensare che, entrando nella fase calda del prossimo triplice ciclo di incontri, la partita sarà parecchio complicata in quanto i sindacati hanno già confermato la validità del pacchetto di dodici ore di sciopero entro maggio.
Fonte Il Resto del Carlino -Alessandro Di Marco-
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