X Factor, Margherita Principi: "Ora vorrei cantare per Pesaro"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Pesaro, 19 novembre 2015 – Un’avventura che travolgerebbe chiunque con la forza di un Tir. Delusione e gratitudine, è difficile raccontare a parole cosa significhi partecipare alle finali di X Factor. E se hai solo 16 anni, come Margherita Principi, le emozioni ti trascinano come un fiume in piena.

 

Margherita, com’è stato il rientro?

«Un po’ strano – ammette amabilmente –. A volte sto bene, a volte male, devo ancora realizzare cosa mi sia successo».

 

In un’intervista hai detto che alla fine del programma ti saresti rifugiata in un posto segreto, l’hai fatto?

«Ci sono andata ieri. Per strada mi ha fermato tanta gente e ho sentito molto affetto intorno a me. Non ci sono abituata e un po’ mi vergogno perché non so mai cosa dire».

 

Sei partita tra le favorite, poi qualcosa è andato storto. Cos’è successo?

«E’ difficile dirlo, questo massimo è venuto sempre meno puntata dopo puntata. Forse le assegnazioni sono state un po’ così…»

 

L’impressione, da fuori, è che fossero sbagliate. Chi le decideva, Skin o chi?

«Skin ha voluto puntare sulla mia versatilità e probabilmente ha un po’ esagerato. Scegliendo brani poco conosciuti, e di genere completamente diverso l’uno dall’altro, ha disorientato il pubblico e alla fine ha disorientato anche me».

 

Però hai detto di essere orgogliosa di aver lavorato con lei.

«Confermo. Non recrimino niente: resto una super fan di Skin, è un’artista formidabile e non l’avrei mai sostituita con nessun’altro. Probabilmente anche lei, essendo nuova dell’ambiente, ha capito dopo qualche puntata com’è la competizione».

 

Tu come l’hai vissuto X Factor?

«Come una vertigine. Il fatto di vivere di tv e di musica ti fa capire cosa c’è fuori dalla tua città. Ma anche come un trampolino di lancio da prendere al volo: qualcuno non ci è riuscito, io spero di non fermarmi più».

 

Il ricordo più bello che ti porti a casa?

«Ritrovarsi a fare musica con Mika e Skin. E poi provare sul palco, tutto è stato emozionante. E’ un mondo difficile ma molto bello in cui mi piacerebbe restare».

 

E’ stata anche una palestra di vita, hai vissuto sei settimane da sola a Milano.

«La convivenza è stata tosta. Fedez ci diceva che per cantare bene bisogna dormire almeno otto ore per notte, e io non ci sono mai riuscita neanche contendo i tappi nelle orecchie. E il cibo non era un granchè, a parte i dolci che ci portavano il giovedì prima della trasmissione».

 

Per chi tifi adesso, e chi pensi potrà vincere?

«Sono una fan di Enrica. Anche se i favoriti sono Urban Strangers e Giosada».

 

Quando tornerai a scuola?

«Sarò in classe lunedì, ho la testa da un’altra parte ma voglio impegnare tanto per finirla. E voglio continuare anche con la musica: vorrei cantare per Pesaro, che mi ha sostenuto in questa avventura. Non c’è niente di deciso, ma chissà…».

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