Zanussi gira ad Ancona “Inner Voice”, il suo nuovo film

FONTE IL RESTO DEL CARLINO
Il regista polacco, noto come uno dei maggiori ‘cineasti cattolici’, è nelle Marche per le riprese del suo ultimo lavoro
di Raimondo Montesi

Il regista polacco Krzysztof Zanussi gira il suo ultimo film ad Ancona (Antic)

Il regista polacco Krzysztof Zanussi gira il suo ultimo film ad Ancona (Antic)

Ancona, 12 aprile 2013 – La cattedrale di San Ciriaco e il Museo Archeologico delle Marche ad Ancona. La chiesa di Santa Maria a Portonovo. La spiaggia di San Michele a Sirolo. ‘Gioielli’ delle Marche che presto diverranno noti al pubblico cinematografico internazionale. Merito del grande regista polacco Krzysztof Zanussi, che li ha scelti come location del suo ultimo film “Inner Voice”. Noto da decenni in tutto il mondo come uno dei maggiori ‘cineasti cattolici’, Zanussi sta girando in questi giorni tra Ancona e il Monte Conero, dove si svolgerà la parte italiana del film, ambientato, oltre che nel nostro paese, in Russia e Polonia.

Un’opera complessa, incentrata sul rapporto tra un giovane manager italiano e due donne: una ragazza polacca di cui è innamorato, ma che vorrebbe prendere i voti, e la cinica dirigente del ramo polacco della multinazionale per la quale lavora.

Zanussi, cosa ci può raccontare di “Inner Voice”?
«E’ una storia contemporanea che racconta un conflitto tra mentalità, tra diverse etiche: quella corporativa della multinazionale e quella che si rifà ai valori cristiani europei. Il ragazzo segue la fidanzata in Polonia. Lei vuole farsi monaca. La sua risposta è: ti sto accanto e ti aspetto. Nella sede polacca della multinazionale conosce donne che cercano di corromperlo. Lui è un ragazzo onesto, pulito. Loro lo vogliono coinvolgere nella corruzione».

Sono loro il Male?
«Sono i simboli di un’Europa degenerata e americanizzata, senza più gli ideali di libertà e di uguaglianza d’un tempo. Fabrizio, il protagonista, andrà poi in Russia, un paese dove oggi si può fare tutto. Di tutto (Zanussi sorride sarcastico, ndr). Lì lo incastrano, e lui finisce in carcere. Lo salverà solo l’intervento di un cardinale italiano. La ragazza deciderà di prendere i voti, e lui cadrà in una notte oscura».

E’ un film ‘politico’?
«No, a me interessa solo l’essere umano. Non è una vicenda ‘sociale’, ma esistenziale».
E’ il suo modo per raccontare l’attuale crisi dell’Europa?
«Questa crisi è arrivata tardi. Doveva venire prima. Ma non è certo paragonabile a quelle del passato. Io vengo da un paese povero, e cinquanta o cento anni fa si faceva la fame, e i bambini lavoravano nelle fabbriche. Oggi ci si compra un paio di scarpe in meno, o si fa una vacanza in meno».
Eppure la gente soffre, fatica ad andare avanti.
«Questa crisi è solo un urlo isterico. Non è così allarmante come si pensa. Si può vivere con meno. Solo gli straricchi continuano ad essere ancora più ricchi».
Perché ha scelto le Marche per girare?
«Conoscevo già la zona. Ci sono paesaggi molto belli, adatti per le riprese, e per raccontare questa storia».
Le piace il nuovo Papa?
«E’ pieno di speranza. Oggi ci vuole un Ercole…».
Ratzinger non era all’altezza?
«Ratzinger non era un grande amministratore. Ma non lo era neanche Wojtyla. Wojtyla era più pastore, filosofo, e comunicatore».
E dei recenti scandali, Vatileaks per intenderci, che ne pensa?
«Scandali? Se paragonati a quelli del passato sono ben poca cosa. Pensiamo ai Borgia…».

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