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Cosa vede a Fabriano ?

Cosa vede a Fabriano ?

Fabriano è una città ricca di storia, cultura e tradizioni.
Partiamo dalla triangolare Piazza del Comune dove al centro è posizionata l’ottagonale fontana-simbolo Sturinalto del 1285. Nello spiazzo si affacciano alcuni dei più importanti edifici: il Palazzo Podestà, il Palazzo del Comune e il Loggiato di San Francesco. Il Loggiato risale alla metà del ‘400, ha una meravigliosa struttura composta da 19 arcate alte che suscita molto interesse per l’effetto prospettico che si crea con la piazza scoscesa.
Il Palazzo Podestà venne realizzato nel 1255 in stile gotico in pietra bianca di Vallemontagnana. Sotto il suo corpo centrale scorreva il fiume Rivo [grazie per la correzione a Maria Cristina nei commenti sotto], così venne realizzato un arco detto l’arcone, che consentiva il passaggio da una sponda all’altra.
Sempre sulla piazza ci ha colpito particolarmente il seicentesco Palazzo del Comune affiancato dalla Torre dell’Orologio, antica dimora della Famiglia Chiavelli, storica nobile famiglia fabrianese.

Sul retro del Comune si trova il Teatro Gentile realizzato la prima volta nel 1692, distrutto successivamente da un incendio e rifatto nel 1884. La pianta è rettangolare, presenta una forma a ferro di cavallo con quattro ordini di palco e un loggiato balconato.

Siamo entrati nella storica farmacia-museo Mazzolini e Giuseppucci del 1896, poco distante dalla piazza, interamente realizzata in legno dal perugino Adolfo Ricci. Dentro si può godere di un profondo odore di legno antico e ammirare le particolari porcellane di Ginori e i vetri.

Passeggiando per le vie del centro ci fermiamo davanti all’Ex Ospedale di S.Maria del Buon Gesù, il complesso riuniva tutte le varie strutture ospedaliere della zona nel 1456. La stupenda facciata ha un portico a voltato a crociera, caratterizzato da cinque arcate a sesto acuto con finestra a bifora. Entrati nell’oratorio, siamo rimasti colpiti dallo stendardo raffigurante la Madonna del Bambin Gesù, dipinta nel 1460 dal Maestro di Staffolo. Da qui siamo entrati per visitare la Pinacoteca Civica “Bruno Molatoli”. Il museo è un insieme di opere sacre, opere sulla vita dei fabrianesi dall’ Unità d’Italia ad oggi. Abbiamo visionato i lavori de il Maestro dei Magi di Fabriano e il Maestro dei Beati Becchetti, oggetti di artigianato, arazzi fiamminghi del XVI-XVII. Anche arte moderna e contemporanea con artisti di fama come Burri, De Chirico, Fontana , Manzù e tanti altri del ‘900 Italiano.

Da non perdere il Museo Guelfo accluso alla Pinacoteca, dove abbiamo apprezzato la Collezione di Guelfo e Marisa Bianchini e artisti internazionali come Mirò, Dalì, Man Ray.

Percorrendo le viuzze dell’abitato, tra negozi e bar, giungiamo alla Cattedrale di San Venanzio, datata 1253. All’interno ci sono numerosi dipinti manieristi e barocchi, le tele di Gregorio Preti, Salvator Rosa, Giovan Francesco Guerrieri. Nella chiesa sono presenti preziose opere di Orazio Gentileschi, pittore caravaggesco, come la “Crocifissione” e le “Storie della Passione”.

Usciti dalla cattedrale ci dirigiamo verso il Museo della Carta e della Filigrana che ha sede nell’ex Convento di San Domenico. L’attività della Carta è nata nel 1200 circa, assieme alla città, dalle sapienti mani di abili artigiani. Il percorso di visita ci ha illustrato le principali tappe della storia della carta a Fabriano: dall’arrivo e stoccaggio degli stracci in “monte”, alla spedizione delle balle in Italia e in Europa. Organizzano laboratori didattici che insegnano i vari passaggi per realizzare un foglio di carta. Anche noi abbiamo partecipato ed è stato molto interessante e divertente oltre che istruttivo. Nelle altre sale è possibile ammirare anche preziosi esempi di antiche e moderne filigrane del XIII secolo fino ad oggi utilizzate per la realizzazione di album, quaderni, agende, banconote. In una delle sale è possibile vedere la Gualchiera Medioevale Fabrianese uno speciale macchinario utilizzato per realizzare la carta, costruita in base alle tecniche usate dai famosi “Mastri Chartai”.

Affianco al museo abbiamo visitato il complesso di San Domenico, unione di due chiese: la più antica di San Domenico e quella di Santa Lucia Novella dei monaci benedettini costruita nel 1373. Il complesso è in stile gotico, presenta un’abside poligonale con impresso lo stemma della Famiglia Chiavelli. All’interno ci sono decorazioni e affreschi di pregio, opere degli artisti Allegretto di Nuzio e Antonio da Fabriano.
Dopo ore in piedi decidiamo di fare una sosta nel Parco Regina Margherita, un grande polmone verde nel cuore della città, meraviglioso e ben attrezzato sia per i bambini che per gli sportivi. Trascorsa un’oretta di assoluto relax, e dopo aver “mangiucchiato” un panino, siamo pronti a riprendere la visita.

Ci incamminiamo verso il Museo dei Mestieri in Bicicletta. L’ambiente è piccolo ma veramente affascinante. Nelle sale sono presenti tantissime biciclette che venivano usate per svolgere le attività artigianali e commerciali dell’epoca, come quella dell’arrotino, del barbiere, del gelataio, del panettiere e tanti altri. Un allestimento che ci ha raccontato la vita e gli sforzi degli italiani dagli anni venti fino agli anni sessanta.

Un’ ultima capatina prima di concludere la gita la facciamo alla chiesa di San Benedetto, del XIII secolo. La facciata è in cotto e si nota la presenza di alcuni elementi in stile gotico. L’ambiente interno in stile barocco ha una sola navata, la sala è ampia e luminosa. Oltre alle ricche decorazioni, stucchi e affreschi si può ammirare una scultura in pietra di Martino da Cingoli raffigurante il Beato. Molto interessanti gli stalli lignei del coro che sono una testimonianza di intaglio fiorentino di epoca tardogotica.

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