Crea sito

Fabriano : Museo della Carta

fabrino museo della carta

Su resti trecenteschi s’erge il Convento di San Domenico, dove ha sede il Museo della Carta e della Filigrana, nel quale abili mastri cartai illustrano le varie fasi occorrenti per la filiera produttiva della carta secondo tecniche rimaste immutate nel tempo dal Medioevo a oggi.
Il sacro agglomerato annovera la sua punta di diamante ch’è la Chiesa di Santa Lucia Novella, ricettacolo di splendide cappelle gotiche, eleganti chiostri quattrocenteschi e sontuose decorazioni di cui sono autori principali Allegretto Nuzi e Antonio da Fabriano.
L’arte è un’attrattiva componente volta a far capolino in altre austere strutture religiose, ad esempio la Chiesa del Sacro Cuore d’imprinting rococò e la Chiesa di San Filippo, emblematica poiché recante tele seicentesche attribuite a Sebastiano Conca, Giovanni Marchesi e Giuseppe Malatesta entro un ambiente di mura erette nel Trecento. Abbonda l’Oratorio della Carità con il pregevole ciclo affrescato delle Opere di Misericordia spirituale e corporale di Filippo Bellini.
Un saggio d’abbaziale concezione lo offre la Chiesa dei Santi Biagio e Romualdo, risalente al Duecento e ancella del tocco benedettino, custode nella cripta del sarcofago marmoreo in cui sono contenute le reliquie di San Romualdo. L’elenco, molto lungo, insiste sul luoghi di culto, la duecentesca Chiesa di Sant’Agostino con l’omonimo portale, la Collegiata di San Niccolò, ancora più vecchia, la Chiesa di San Benedetto con gli ammirevoli stalli lignei del coro, infine l’Oratorio del Gonfalone e la Chiesa di Santa Maria Maddalena.
Il lato B (ma non per importanza) del disco architettonico riserva le altre chicche che sono di altra matrice, quella civile, di cui si fa leader il Palazzo del Podestà, eretto nel 1255 nella Piazza del Comune: costruito in pietra bianca di Vallemontagnana, presenta un pezzo forte di assoluto pregio, l’arcone affrescato con scene di gesta guerresche accostate alla ruota della fortuna.
A pochi passi s’innalza la Fontana Sturinalto, ispirata alla Fontana Maggiore di Perugia. Il Palazzo del Comune datato 1350 ca. sfoggia un lapidarium secondo comunque alla coreografica messa in mostra del Loggiato di San Francesco, composto da 19 arcate e fra le mete preferite dei turisti, che possono integrare le loro peregrinazioni cittadine approfondendo ogni aspetto tramite la fruizione di musei molto stimolanti.
Il già citato Museo della Carta e della Filigrana non ha certamente il monopolio, viaggiando
sostanzialmente in parallelo con il Museo “Civiltà della Scrittura” (focalizzato sulla Stampa Tipografica e Litografica), il Museo del Pianoforte storico e del Suono (entro il Complesso
Monumentale di San Benedetto), il Museo dei Mestieri in Bicicletta e, ancora, la Pinacoteca Civica “Bruno Molajoli” (dedicata al compianto storico dell’arte), il Museo Farmacia Mazzolini Giuseppucci (allestito in uno degli esercizi storici più rilevanti d’Italia dove si è in parte fatta la storia della scienza), l’immancabile Museo della Civiltà Contadina, il Museo del Presepe (ospita i manufatti frutto di 25 anni di lavoro dell’artista Fabrizio Ciccolini) e il Grande Museo del Cinema (unico nel suo genere in Europa).
A proposito della Settima Arte, a più riprese Fabriano si è prestata ad accogliere produzioni cinetelevisive di spessore, basti pensare al cult L’assassino ha riservato nove poltrone girato nel 1974 all’interno dell’ottocentesco Teatro Gentile (considerato uno dei teatri più risonanti della regione Marche, perfetto nel design, ancor più nell’acustica ritenuta eccellente), alla serie televisiva Un dottore quasi perfetto e alla fiction Che Dio ci aiuti (3a e 4a serie).
Molti visitatori che si sono avvicendati nell’esplorazione di Fabriano hanno avuto modo di esportare la propria curiosità anche nell’hinterland, brulicante di rigogliosi boschi, nella fattispecie il Bosco di Frasassi, presidio WWF nonché sito d’interesse comunitario. Inevitabile imbattersi nell’area archeologica di Attidium, ricca di sepolture e vestigia attinenti l’antica cittadina romana riferibile al II secolo a.C.